BIM e digitalizzazione degli Appalti Pubblici

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2018
BIM

BIM e digitalizzazione degli Appalti Pubblici

L'Ing. Pietro Baratono, Presidente della Commissione Digitalizzazione Appalti Pubblici del MIT, nel corso dell'ultimo BIM Summit ha illustrato lo stato dell'arte riguardante il processo di digitalizzazione degli Appalti Pubblici.

 

L'intervento dell'Ing. Baratono evidenzia come la strategia di digitalizzazione del settore delle costruzioni sia dettata prima di tutto dalla necessità di aumentare la produttività del settore. 

 

In quest'ottica, l'introduzione del BIM negli Appalti Pubblici ha lo scopo di spingere ad una sempre maggiore industrializzazione del comparto delle costruzioni, con una conseguente ottimizzazione delle risorse.

 

Obiettivo è il superamento di mentalità e pratiche a tutt'oggi artigianali, caratterizzate da costante improvvisazione, incertezza, errori progettuali che generano interferenze e imprevisti in fase di realizzazione, costanti ritardi e spreco di risorse.

 

L'intervento dell'Ing. Baratono mette in evidenza come tutta la filiera sia chiamata ad adeguarsi: dai progettisti alle imprese appaltatrici, ciascuno per la sua parte di competenza.

 

La necessità è di introdurre metodologie di lavoro - basate sul BIM - in grado di diminuire i margini di improvvisazione e rendere più efficiente il processo.

 

L'ultima parte dell'intervento illustra 4 possibili tipologie di appalto gestito in BIM:

  • Tipo A: viene posto a gara un Progetto Esecutivo «tradizionale», con un punteggio specifico se l’impresa, come offerta migliorativa, propone di creare il modello BIM del progetto e gestisce il cantiere in BIM (offerta economicamente più vantaggiosa, artt. 94 e 95 D.Lgs. 50/2016)
  • Tipo B: viene posto a gara un Progetto Esecutivo «tradizionale», con obbligo di digitalizzare il progetto e gestire il cantiere in BIM.
  • Tipo C: viene posto a gara un Progetto Esecutivo «BIM». L’impresa ha l'obbligo di aggiornare il modello con quanto viene via via eseguito per tutta la durata del cantiere, mentre la Stazione Aappaltante dovrà elaborare prima il progetto “BIM” oppure andare in gara con progetto tradizionale + incarico (o gara) per la digitalizzazione.
  • Tipo D: come la precedente + integrazione esecutivo nella Offerta Economicamente più Vantaggiosa. L’aggiudicataria fornisce il progetto delle migliorie in BIM che viene validato dalla Stazione Appaltante. (Esecutivo Integrato)

 

In tutte e quattro le possibilità risulta evidente come sempre di più l'impresa appaltatrice debba essere in grado di recepire un progetto in BIM e gestire tutta la fase di costruzione attraverso questa metodologia. 

 

Inoltre, il processo che porta all'emissione dei SAL viene collegato alla verifica del modello as-built BIM contrattuale. All'interno di un appalto gestito in BIM, infatti, la Direzione Lavori avrà il compito di verificare che il modello BIM contrattuale venga completato e aggiornato da parte dell'Impresa durante la fase di costruzione, cioè che l'as built nasca un po' alla volta e non alla fine dell'opera, quando molte cose non possono più - per la successione delle varie lavorazioni - essere correttamente verificate.   

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